Già, quella della commissione [inutile] è la tara di quest’ Italia e alla vigilia della nomina dell’ ennesimo commissario straordinario per i rifiuti della Campania, spunta un bel disegno di legge, tale n. 3014 in materia di tutela dei minori nella visione di film e videogiochi, attualmente all’esame del Commissione Cultura della Camera.
La proposta è quella di creare un Comitato nazionale con il compito di “controfirmare” la classificazione del videogioco attribuita a livello europeo dal sistema PEGI ( link ufficiale, link per i wikimaniaci ) con il rischio di fare dell’ Italia l’unico paese in Europa, dove viene imposto un macchinoso sistema di doppia valutazione dei giochi.
Due sono le conseguenze fondamentali, qualora il disegno di legge passasse (fonte multiplayer.it):
1. discriminazione dei videogiocatori italiani ( rappresentato al 41% da adulti maschi in età fra i 18 ai 34 anni contro un 29% d’utenza tra i 4 e i 17 anni ) da quelli europei, allungando inutilmente i tempi nei quali gli italiani potranno giocare con i videogiochi, non soltanto quelli “controversi”, visto che la procedura di deposito e di eventuale riclassificazione nazionale è prevista per tutti i titoli senza distinzioni;
2. potrebbe comunque mettere a repentaglio la stessa tutela dei minori, perché la procedura alimenterebbe la pirateria, specie su Internet, e spingerebbe lo sviluppo delle importazione parallele (perfettamente legali) da altri paesi europei dove non vige il sistema del doppio controllo.
L’unico modo per affrontare efficacemente il problema è fare in modo che, da un lato, il sistema PEGI venga rispettato sia dai consumatori sia dai rivenditori e, dall’altro, che i genitori esercitino il loro compito di vigilanza al momento dell’acquisto e dell’uso dei videogiochi da parte dei propri figli...
E’ indubbio infatti che, finchè la mentalità degli stessi cittadini ( leggi: genitori che comperano il giochino Truecrime per il bambinetto che non tiene nemmeno 10 anni ) non cambia pochi saranno i risultati che tali commissioni raggiungeranno per tutelare i minori e molti saranno i danni causati all’ industria dell’ intrattenimento a causa dei sopraccitati motivi.
A questi danni si aggiungono tutti problemi legati alla “gestione” di tale controllo.
Per i film verrà preposto un Comitato di vigilanza composto da ventisette persone, più le figure istituzionali nominate dai vari Ministri, rimangono sei competenze scelte tra le più rappresentative associazioni dei genitori: “…tra persone di riconosciuta professionalità, che si siano distinte in attività rivolte all’affermazione della dignità della persona, in particolare alla tutela dei minori. In ogni caso, almeno un componente per Sezione, è scelto tra professori ordinari di psicologia, esperti di problemi dell’età evolutiva”.
Se il suddetto elenco venisse applicato anche al videogioco, sarebbe imbarazzante poiché non prevede nessuno che rappresenti la categoria “esperto del media”.
Ve li immaginate tutti quegli espertoni giocare 24 ore su 24 a tutti quei titoli con gli ovvi problemi temporali e logistici?
Chi apporrà il bollino di validazione?
Con che soldi ( italico tasto dolente ) verrà finanziata l’operazione?
Ma una tassa sulle leggi-idiote no?
P.S.: se volete, cliccate sull' immagine e firmate la petizione. :P